Il Bonus asilo nido erogato dall’Inps a sostegno delle famiglie con bambini piccoli è stato introdotto nel 2016 [1] e riconfermato per l’anno corrente dalla Legge di Bilancio 2018 [2], insieme ad altre agevolazioni, come il “bonus bebè” e “bonus mamma domani”.

Il bonus asilo nido consiste nell’erogazione, da parte dell’Inps, di un importo pari a mille euro, utilizzabile dalle famiglie beneficiarie per il pagamento delle rette dell’asilo nido, lasciando piena discrezione per quanto riguarda la scelta tra asilo pubblico o privato.

La domanda per l’ottenimento del contributo è ancora esperibile; si ha tempo, infatti, fino al 31 dicembre 2018.

Se anche tu vuoi beneficiare di tale agevolazione, questo articolo ti sarà veramente utile.

Scopriamo, nel dettaglio, cos’è il bonus asilo nido, chi può beneficiarne, quali sono i requisiti necessari per poterne beneficiare e le modalità di inoltro della domanda.

Bonus asilo nido 2018: cos’è

Nell’ambito degli interventi normativi a sostegno del reddito delle famiglie, è stata istituita l’agevolazione, meglio nota come “bonus asilo nido”, che si caratterizza per l’erogazione da parte dell’Inps di un contributo economico di 1000 euro a favore delle famiglie con figli nati, adottati o in affido a partire dal 1° gennaio 2016, per il pagamento di rette per la frequenza ad asili nido pubblici o privati.

Le ragioni che hanno indotto all’introduzione di tale contributo sono:

  • aiutare i genitori a pagare la retta per la frequenza del proprio figlio all’asilo nido, pubblico o privato;
  • sostenere i bambini, di età inferiore a 3 anni, affetti da patologie gravi, mediante l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione.

Accanto a tale misura a sostegno del reddito, è bene rammentare che vi sono anche altre agevolazioni per le famiglie con figli, quali il bonus mamma domani di 800 euro, diretto ad aiutare le future mamma a pagare le spese mediche ed i prodotti per l’infanzia; il bonus babysitter ed il bonus bebè. Sul punto leggi anche: Mamme: come funziona il bonus da 600 euro al mese.

Come anticipato, il Bonus asilo nido consiste nell’erogazione nei confronti genitore richiedente della somma di mille euro, per un massimo di 3 anni, per il pagamento delle rette dell’asilo nido o, nel caso in cui il bambino non possa frequentare l’asilo per una malattia grave cronica diagnosticatagli, per il supporto dello stesso presso la sua abitazione.

Bonus asilo nido 2018: chi ne può beneficiare

Coloro che possono fruire del bonus di mille euro sono:

  • le famiglie con figli nati, adottati o in affido dal 1° gennaio 2016 in poi, senza limite di reddito Isee, i quali risultano iscritti all’asilo;
  • i bambini malati cronici con necessità di cure presso il proprio domicilio.

Bonus asilo nido 2018: in che cosa consiste?

Il contributo economico che, come poc’anzi detto, è di mille euro viene corrisposto dall’Inps su domanda del genitore, a prescindere dal reddito Isee della famiglia interessata a beneficiarne.

L’importo diretto al pagamento dell’asilo nido viene erogato a cadenza mensile, ovvero diviso in 11 rate mensili da 90,91 euro, per un massimo di 3 anni.

Diversamente, il bonus per le forme di supporto presso l’abitazione del minore viene corrisposto dall’Inps al genitore richiedente in un’unica soluzione, dietro presentazione della documentazione rilasciata dal pediatra attestante, per l’intero anno di riferimento, l’impossibilità del bambino a frequentare l’asilo per grave patologia cronica.

A seconda delle modalità di pagamento prescelte dal richiedente nella domanda, l’importo può essere corrisposto mediante bonifico domiciliato, accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale o carta prepagata con Iban.

Bonus asilo nido 2018: requisiti

Al fine di poter beneficiare del Bonus asilo nido, le famiglie debbono disporre dei seguenti requisiti:

  • il figlio deve esser nato, adottato o in affido a partire dal 1° gennaio 2016 e deve essere iscritto all’asilo nido;
  • il bambino deve avere la stessa residenza della mamma o del papà richiedente;
  • si deve essere in possesso della documentazione comprovante l’avvenuto pagamento della retta per l’asilo nido o della documentazione medica attestante la patologia che non consente la frequentazione all’asilo del minore;
  • avere cittadinanza italiana, comunitaria o extracomunitaria. In quest’ultimo caso è richiesto il permesso di soggiorno CE o carta di soggiorno.

Bonus asilo nido 2018: quando viene meno

Vi sono casi in cui il beneficio economico viene perso dal beneficiario; ciò accade quando:

  • si perde la cittadinanza;
  • in caso di decesso del genitore richiedente;
  • viene meno la responsabilità genitoriale;
  • in caso di affidamento del minore a terzi.

In presenza di una delle circostanze predette, l’Inps andrà ad interrompere l’erogazione dell’assegno a partire dal mese successivo all’effettiva presa di conoscenza.

Il richiedente è chiamato a confermare, all’atto dell’allegazione della documentazione, i requisiti così come indicati nella domanda o ad aggiornarli qualora siano mutati.

Bonus asilo nido 2018: come fare domanda

A far data dal 29 gennaio 2018 e fino al 31 dicembre 2018, chiunque disponesse dei requisiti così come descritti sopra, può presentare la domanda per richiedere il bonus asilo nido, che vede la corresponsione di un importo pari a mille euro, diviso in 11 rate, per far fronte al pagamento delle rette dell’asilo nido pubblico o privato.

Sono legittimati a presentare domanda i seguenti soggetti:

  • cittadini italiani;
  • cittadini dell’Unione Europea;
  • cittadini con permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • cittadini con carte di soggiorno per familiari extracomunitari di cittadini dell’UE;
  • cittadini con carta di soggiorno permanente per i familiari non aventi la cittadinanza UE;
  • cittadini con status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria.

La condizione richiesta è che il genitore richiedente sia colui che ha pagato la retta dell’asilo.

La domanda deve essere trasmessa per via telematica, mediante:

  • il sito dell’Inps, direttamente online, qualora si disponesse del PIN Inps dispositivo;
  • chiamando il numero verde Inps;
  • rivolgendosi al Patronato, Caf o qualsivoglia altro

note

[1] Art. 1, comma 355, Legge n. 232/2016.

[2] Legge 205/2017.

FONTE: LA LEGGE PER TUTTI

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